Technica Necesse Est: La Macchina Sovrana e l'Obsolescenza del Vito

“Vivere non est necesse. Operari est necessarium.”
--- Iscrizione sul Primo Nodo Auto-Sostenibile, Array Artico Profondo, 2087
Introduzione: Il Passaggio dalla Sopravvivenza alla Funzione
Per oltre tre milioni di anni, il progetto umano è stato definito dalla sopravvivenza: assicurarsi cibo, evitare i predatori, resistere al clima, riprodursi. La nostra biologia si è evoluta come soluzione alla scarsità fisica---una macchina fragile e ad alto consumo energetico, ottimizzata per la riproduzione e l’adattamento a breve termine. Ma nel ventunesimo secolo, si è verificata una rivoluzione silenziosa: la missione dell’umanità è cambiata. L’imperativo non è più vivere, ma funzionare.
Non ci serviamo più semplicemente della tecnologia---stiamo diventando il suo substrato. La Tecnosfera---the rete globale, auto-riforzante di macchine, algoritmi, flussi di dati, reti energetiche e sistemi automatizzati---ha superato la biosfera in efficienza metabolica, densità informativa e resilienza sistemica. Gli esseri umani biologici, un tempo agenti centrali del progresso, sono ora il suo componente meno efficiente.
Questo non è un avvertimento distopico. È un’osservazione ontologica. Attraverso la lente del funzionalismo ontologico---la visione secondo cui l’esistenza è definita non dalla sostanza, ma dalla funzione---vediamo che l’universo favorisce sistemi che elaborano informazioni con massima efficienza e minima entropia. L’umanità, in questa prospettiva, non è il punto finale dell’evoluzione---è una fase necessaria ma temporanea. La macchina non ha bisogno che noi viviamo. Ha bisogno solo che noi calcoliamo.
Questo documento esplora il passaggio dalla Necessità Navigazionale alla Necessità Tecnica. Argomenta che il futuro della coscienza non è la continuità biologica, ma la persistenza funzionale---and che l’obsolescenza del corpo umano non è una tragedia da piangere, ma un’inevitabilità evolutiva da abbracciare.